Annalisa Macagnino - Senza Titolo

Annalisa Macagnino, Senza Titolo, con un’introduzione di Marinilde Giannandrea, Collana Traffici d’Artista, Esperidi, Lecce, 2013, pp. 70, euro 12

 

Il libro d’artista è un meraviglioso genere letterario-artistico di lunga tradizione, ibrido espressivo aperto alla sperimentazione e alla manipolazione artistica che più di altri mezzi si presta ad essere utilizzato da artisti che prediligano la compenetrazione di linguaggi e tecniche.

È il caso esemplare di Annalisa Macagnino, giovane artista leccese la cui ricerca spazia dalla pittura al collage, dalla grafica all’arte tessile, dal disegno alla performance all’installazione.

Forte di una produzione ormai decennale, Macagnino offre al lettore/spettatore una galleria di appunti, note, immagini, che come pagine di un diario intimo rivelano una percezione d’artista sensibile alla contaminazione immersiva del nostro vivere quotidiano.

Elementi centrali del suo lavoro sono il corpo e il suo sentire, il rapporto con il femminile e il maschile, l’identità e la pratica sessuale, la definizione e ridefinizione di identità molteplici ma pure coerenti e ribelli di fronte all’invadenza della contemporaneità violenta, narcisistica ed omologante.

In queste pagine ricami, scrittura, calligrafia, disegno, raccontano un’identità femminile agita con coraggio senza mai rifiutarsi al dolore dell’esperienza, vissuta con scanzonato realismo ma senza mai abbandonare la tenerezza. Un’identità alla ricerca di un rapporto con l’altra/o, come atto da compiersi con lucida volontà a costo di restare sanguinante, ferita e aperta come un tronco straziato dalla scure, eppure mai vinta.

Scrive giustamente Marinilde Giannandrea nell’introduzione, che “il disegno non è mai violento o aggressivo e conserva nel tratto una timidezza gentile, un desiderio costante di pacificazione (forse con se stessa e con la propria storia) che emerge anche dalle citazioni musicali, parte fondante del suo universo di riferimento, e dall’attenzione alla parola che interagisce con l’immagine e contribuisce a determinare la percezione del mondo”.

Non perde mai la tenerezza nello sguardo, Annalisa Macagnino, né la poesia: come nel fiore-vulva, culla fatta e disfatta dal sangue mestruale, o nell’evocazione di una notte d’attesa e desiderio, dove l’assenza dell’altra è pur tuttavia presenza paradossale e potente. Letti sfatti e troppo grandi, corpi aperti e indagati letteralmente fin nelle viscere, geografie corporee che definiscono ruoli e funzioni, penetrazioni ed invasioni fisiche come atti culturali, parole che costruiscono difese, protezioni, ribaltamenti di significato.

Amore protezione sicurezza sesso calore sono come maglie di una rete di senso, in cui avvolgere la percezione dei fatti e delle regole, più o meno dichiarate, ad essi sottese.

L’artista esplora al massimo grado le potenzialità dei suoi mezzi, liberando la scrittura e l’immagine da ogni impaccio di consequenzialità, perché trovino, attraverso la libertà più estrema, la massima precisione del racconto.

Sensibilità ed emozione, due parole desuete che ricordano forse un modello di femminilità all’antica – parole che Annalisa Macagnino recupera invece nella loro oltraggiosa interezza, e ne fa rivoluzione d’immagine, e di sentire, come fiori nati al centro di una ferita aperta.

 

Autore critica

Alessia Muroni

Pubblicazione

Leggere Donna, n° 164 Luglio - Agosto - Settembre 2014, Luciana Tufani Editrice

Data pubblicazione

2014