L'autoritratto infinito di Annalisa Macagnino

Ricordi di sogni distorti si sciolgono negli occhi di Annalisa Macagnino, che sorprende se stessa fino a perdere la testa. Destabilizza ogni luogo comune con tocchi di grazia, a partire da sé e viaggiando verso l'alterità. Una femminilità senza confini si divincola in lei e attraverso di lei, quando costretta dagli eventi e dai ruoli, tanto da rendere manifeste le cicatrici interiori pur di liberarsene, sebbene provvisoriamente.
La delicatezza e la forza bruta si rincorrono, mentre l'incubo patinato della donna oggetto si moltiplica fino a dissolversi nella purezza dell'infanzia.
Dall'acquerello alla sperimentazione digitale tra audio e grafica (come la performance Wave of mutilation), dal ricamo a mano alla pittura d'azione, dalla terracotta al frammento organico, come ciocche di capelli: la sperimentazione non ha fine e resta sempre estremamente vicina all'io, alla sfera interiore; se ne nutre ogni volta.
Dalle linee impalpabili, tracce di punte di grafite, Annalisa Macagnino fa prendere corpo a fili luccicanti, cordoncini preziosi, ricami d'altri tempi. Dalla carta, dalla stoffa trovata per caso, i segni del vivere migrano sulla pelle e viceversa, originando inedite immagini private, talmente intime da divenire sacre. Le parole fanno da cornice, strisce di filo anch'esse, fanno da cruda cornice d'impulso, saltellando da una lingua ad un'altra, come fossero senza pensieri.
L'autoritratto è infinito, il mutamento senza soluzione di continuità. Eppure la bellezza non è lontana: fiorisce nei colori, nelle finezze perfette, nella cura di ogni piega.
Una testa di donna che gronda, dagli occhi vispi di coda di topo cucita per bene, come se Oloferne decollasse Giuditta un attimo prima che questa compia su di lui l'efferata violenza. Dall'altra parte, opposto e speculare, un busto in maglia a righe senza capo, che pare esultare e richiamare all'attenzione. Due parti della stessa anima, lasciate libere di separarsi, messe alla prova dalla sofferenza, fortificate dall'essere un'unica splendida donna

Autore critica

Alessandra Guareschi

Pubblicazione

Autoritratti. Artisti del Terzo Millennio, a cura di M. Guastella, Congedo Editore, Galatina 2011.

Data pubblicazione

2011