Un appello alla differenza

 

All’origine ci sono le pioniere del corpo  femminile, inteso come luogo del discorso, scena privilegiata della messa in questione dei tabù e degli stereotipi. Carol Rama, Louise Bourgeois, Marlene Dumas, Maria Lassnig, Chloe Piene, Semiha Berksoy e Tracy Emin hanno generato una sorta di mitologia visiva personale fatta di ossessioni, corpi mutili, anomali, metamorfici e deformi, chiusi in trappole, minacciati da una repressione interna ed esterna. E oggi alle artiste, siano esse dichiaratamente femministe o desiderose di espri- mere in altre forme l’identificazione genere/sessualità, si apre una miriade di possibilità. Dall’esibizione di un corpo “sessuato”, esplicitamente lesbico, all’elaborazione insistente di una gamma complessa d’identificazioni e  di forme  che incoraggiano le riflessioni sui modi in cui il genere è ancora condizionato da pressioni discriminatorie e dagli effetti persistenti di una cultura patriarcale.

Annalisa Macagnino si muove consapevolmente dentro questo registro concettuale e visivo. Stabilisce una simbiosi amniotica con il femminile, e dichiara con il disegno, il ricamo e la performance, una dimensione sessuale e affettiva che affonda le radici in una sfera personale e in un sistema di relazioni familiari.

Accade anche in quest’ultimo lavoro, un diario intimo e minimo di fogli sparsi, nei quali il corpo tutela la sua centralità, diventa fonte primaria di comunicazione e conoscenza. Riacquista, implicitamente, una dimensione politica se ne avverte un’eco nella pagina strappata di un’intervista a Monique  Wittig, lesbica radicale e fondatrice del Mouvement de Libération des Femmes e nel testo della legge, che limitava nel 1920 l’accesso delle donne a incarichi e professioni. Sono frammenti casuali che si connettono alle parole, tracce e indizi di una violenza domestica e sociale. Familiarità ed estraneità, maschile e femminile, amore e dolore appaiono in queste pagine fatti insieme adiacenti e inconciliabili e si esprimono in un’anatomia del corpo in cui Annalisa affonda una lama che mutila e lascia sul terreno della pagina tronconi sanguinanti. Tuttavia il disegno non è mai violento o aggressivo e conserva nel tratto una timidezza gentile, un desiderio  costante di  pacificazione (forse con se stessa e con la propria storia) che emerge anche dalle citazioni musicali, parte fondante del suo universo di riferimento, e dall’attenzione alla parola che interagisce con l’immagine e contribuisce a determinare la percezione del mondo.  

Questo aspetto personale e poetico riappare sotto altre vesti anche nei lavori prodotti durante la residenza artistica a Linz ed esposti recentemente a  More Real Than The Real la mostra itinerante del circuito di CreArt (Network of cities for artistic creation), il progetto europeo per cui è stata selezionata. Due “coperte della nonna” che attingono a una dimensione biografica e si presentano tra loro come termini antitetici. Coperta 3# Lovehair è fatta con i capelli attorcigliati e propone un residuo corporeo carico di dimensioni affettive e identitarie, mentre Coperta 5# Protectionwood, a dispetto del suo nome, appare, più che un manto protettivo, il coperchio inchiodato di una bara, ricombinata con l’immagine di una piramide familiare che ha il suo vertice nella parola “padre”. E della figura maschile si ritrovano tracce anche in diverse pagine di questo quaderno con L’uomo Vitruviano, misura virile delle proporzioni del mondo, l’eroico S. Giorgio, il padre di “The Holy Family” (una citazione di Simone de Beauvoir), la cravatta/feticcio al collo di donne mutile e l’iterazione enciclopedica di termini connessi alla penetrazione.  

Sono elementi di un racconto sincopato, si connettono e si oppongono ai corpi nudi di donna, agli autoritratti ricamati e costituiscono le tracce e gli indizi per il disvelamento di una sincera cartografia emotiva.

 

Autore critica

Marinilde Giannandrea

Pubblicazione

Senza Titolo, di Annalisa Macagnino, libro d'artista edizione limitata, Edizioni Esperidi, Monteroni di Lecce 2013.

Data pubblicazione

2013